Guestbook

Open Book - C.R.P. Padriciano

Messaggi

Petr Baštář
27/07/2021

Was here with my parents and brother summer of 1970 for initial processing and background checks after escaping communism through the Iron Curtain by the way of Yugoslavia. After processing we were sent to a refugee camp in Latina on the Tyrrhenian coast. Stayed there until we were allowed to immigrate to the US in December 1970. I remember this camp being about a kilometer west of this location and consisting of an old converted prison. Maybe my memory is faulty, it has been 51 years since then. We made a new life in the new world.

Oliva Maria Morgan
24/06/2021

La mia famiglia era qua a Padriciano del Octobre 1955 fino Maggio 1957. Per me era una parte della mia infanzia. Siamo in Canada adesso. Saluti a tutti chi era in questo campo. Voglio domendare se qualcuno me pol dir il nome della mastra della prima classe nel 1956, credo il primo nome era Maria. Essa me aveva regalato una bella statua de la Vergine per il mio communione. Grazie tanto.

Harca
24/06/2021

Looking for our history when staying at this camp in 1965/66

Luisa Grisonich
08/02/2017

Sono passata davanti al CRP Padriciano quest'estate con mia zia. Abito in Canada ed ero curiosa a vedere dove i miei genitori, zii e nonni hanno vissuto dopo aver lasciato l'Istria. Mi dispiace molto che non potevo entrare perche' e' chiuso al pubblico. Ho dovuto fare foto dal cancello. Quando aprite per visite....solo a richiesta? Peccato, un vero peccato. (Toronto, Canada)

Karen Raimondi
18/12/2015

Sono stata in questo museo pochi giorni fa insieme alla mia classe in gita scolastica, ma in tutta sincerità prima di arrivare lì non avevo la più pallida idea di dove stessi andando e cosa ci fosse di tanto importante da vedere in quel luogo di cui non avevo mai sentito parlare. Appena arrivati la prima cosa che mi ha colpito sono state quelle pietre con su scritte quelle frasi, in particolare mi ha colpito una pietra con su scritto ''Provo tanto dolore'', ma ancora non capivo. Siamo stati accolti da un signore simpatico, un po' un personaggio, ma una di quelle persone che non possono non piacerti alla fine. Ha iniziato a raccontarci la storia di quel posto, cosa fosse accaduto lì, ad Istria, alla sua famiglia. Quella era stata una giornata molto impegnativa a livello emotivo per noi poichè avevamo già visitato altri luoghi della memoria quel giorno, ma le emozioni che ho provato qui sono state un'altra cosa, un pugno nello stomaco. Più quella storia prendeva forma più mi sono sentita quasi svuotata. Ascoltando quella storia mi sono sentita in difetto, non sapevo praticamente nulla. Quel signore mi ha aperto un mondo con il suo racconto e mi ha anche fatto arrabbiare, arrabbiare perchè non dovrebbe essere possibile anche solo pensare di lasciare un pezzo di storia del genere del nostro paese a se stesso e senza alcun intervento da parte dello Stato. Per fortuna queste persone fanno tanto per poterlo mantenere e ritengo ne debbano essere molto orgogliosi. Sono uscita da lì quasi in lacrime e nel riguardare quella pietra, quel ''Provo tanto dolore'' ha preso senso. I miei più grandi complimenti vanno a chi se ne occupa, spero davvero che questo luogo possa un giorno avere l'importanza che merita, ma un grazie particolare lo devo a quel signore tanto simpatico nato a Umago e che ''per lo stato italiano non esisteva'' quando volle andare ad un concerto, grazie per quello che mi ha dato quel giorno, spero la vita l' abbia ripagata per tutto il dolore che ha provato, ma soprattutto spero che storie come queste non debbano mai più ripetersi.

Cesare Lombroso
10/09/2015

Stavo Cercando il Museo Antropologico Criminale Cesare Lombroso ed ho trovato il Vostro Museo, molto interessante complimenti, sicuramente da Visitare.

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