Guestbook

Open Book - C.R.P. Padriciano

Messaggi

Luisa Grisonich
08/02/2017

Sono passata davanti al CRP Padriciano quest'estate con mia zia. Abito in Canada ed ero curiosa a vedere dove i miei genitori, zii e nonni hanno vissuto dopo aver lasciato l'Istria. Mi dispiace molto che non potevo entrare perche' e' chiuso al pubblico. Ho dovuto fare foto dal cancello. Quando aprite per visite....solo a richiesta? Peccato, un vero peccato. (Toronto, Canada)

Karen Raimondi
18/12/2015

Sono stata in questo museo pochi giorni fa insieme alla mia classe in gita scolastica, ma in tutta sincerità prima di arrivare lì non avevo la più pallida idea di dove stessi andando e cosa ci fosse di tanto importante da vedere in quel luogo di cui non avevo mai sentito parlare. Appena arrivati la prima cosa che mi ha colpito sono state quelle pietre con su scritte quelle frasi, in particolare mi ha colpito una pietra con su scritto ''Provo tanto dolore'', ma ancora non capivo. Siamo stati accolti da un signore simpatico, un po' un personaggio, ma una di quelle persone che non possono non piacerti alla fine. Ha iniziato a raccontarci la storia di quel posto, cosa fosse accaduto lì, ad Istria, alla sua famiglia. Quella era stata una giornata molto impegnativa a livello emotivo per noi poichè avevamo già visitato altri luoghi della memoria quel giorno, ma le emozioni che ho provato qui sono state un'altra cosa, un pugno nello stomaco. Più quella storia prendeva forma più mi sono sentita quasi svuotata. Ascoltando quella storia mi sono sentita in difetto, non sapevo praticamente nulla. Quel signore mi ha aperto un mondo con il suo racconto e mi ha anche fatto arrabbiare, arrabbiare perchè non dovrebbe essere possibile anche solo pensare di lasciare un pezzo di storia del genere del nostro paese a se stesso e senza alcun intervento da parte dello Stato. Per fortuna queste persone fanno tanto per poterlo mantenere e ritengo ne debbano essere molto orgogliosi. Sono uscita da lì quasi in lacrime e nel riguardare quella pietra, quel ''Provo tanto dolore'' ha preso senso. I miei più grandi complimenti vanno a chi se ne occupa, spero davvero che questo luogo possa un giorno avere l'importanza che merita, ma un grazie particolare lo devo a quel signore tanto simpatico nato a Umago e che ''per lo stato italiano non esisteva'' quando volle andare ad un concerto, grazie per quello che mi ha dato quel giorno, spero la vita l' abbia ripagata per tutto il dolore che ha provato, ma soprattutto spero che storie come queste non debbano mai più ripetersi.

Cesare Lombroso
10/09/2015

Stavo Cercando il Museo Antropologico Criminale Cesare Lombroso ed ho trovato il Vostro Museo, molto interessante complimenti, sicuramente da Visitare.

Marcello Valeri
25/01/2015

Sarei interessato a sapere se esiste una documentazione sugli smistamenti dei profughi di codesto C:R.P verso altri CRP d'Italia. Per esempio verso il CRP di Laterina (ex Campo di Prigionia) che venne dismesso nel 1962 e che invano proposi di salvare e organizzarlo come Museo del Profugo e del Prigioniero con ampia documentazione e cimeli.
Il Comune si oppose preferendo ridurlo zona industriale. Ora resta soltanto un macigno in un crocicchio di strade a ricordo. Dispongo di foto dell'epoca e sono pronto ad una eventuale presentazione da concordare per l'estate prossima.
Come dipendente di quel Comune nel 1957-59 ho seguito il medico che curava il CRP e sarei lieto poter avere i Vostri contatti Email di profughi istriano-dalmati nel mondo. Ne ho scoperto uno a Città del Capo, fa il costruttore, suo padre era profugo ma non sa in quale CRP sia transitato.

Erika
08/04/2014

Complimenti per la cura e meticolosità nell'allestimento al museo e complimenti alla guida.

Chiara N.
24/05/2013

Ho visitato il museo circa due anni fa, e ancora penso a ciò che ho visto quel giorno. Sul momento osservavo, poi mi sono fermata a pensare. Ho ancora nella mente immagini perfette e nei ricordi ancora alcune frasi udite. Ho 21 anni e voglio vedere tanti altri posti come il vostro museo, ma sono sicura che in futuro ci tornerò, senza però trattenere le lacrime nel risentire ciò che è stato e che rimarrà nella storia.

Il Museo C.R.P. informa
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