L'esposizione permanente

L'edificio a due piani che ospita la mostra, è contraddistinto dalla scritta Centro Raccolta Profughi - realizzata nel 2004 in occasione della prima apertura al pubblico - e dalle gigantografie dei volti di ospiti di alcuni campi in Italia, tra cui Padriciano, ritratti all’epoca della loro permanenza nei C.R.P.

Poco distante è possibile vedere la sede della vecchia chiesetta del campo oggi trasformata in autorimessa per i mezzi della protezione civile, ma il percorso è sconsigliato dato il piano di calpestio sconnesso e coperto da detriti pericolosi ed erbacce.

Il Museo di Carattere Nazionale C.R.P. di Padriciano è stato istituito a seguito di un’articolata ricognizione archivistica e testimoniale sul territorio, in occasione del cinquantesimo anniversario di nascita dell’Unione degli Istriani - Libera Provincia dell’Istria in Esilio (novembre 1954 - novembre 2004), la maggiore organizzazione degli esuli italiani dall'Istria.

 

E' possibile visionare delle immagini dell'esposizione permanente visitando la sezione fotografica L'esposizione.

 

In sede espositiva è presente un allestimento che prefigura la struttura dell’esposizione e del suo percorso didattico: esso è bilanciato tra i pannelli didattici, che riportano le informazioni frutto dell’analisi dei documenti e delle carte d’archivio, e gli allestimenti scenografici tutti realizzati mediante riproduzioni di foto d’epoca e di masserizie rigorosamente originali provenienti dai magazzini del Punto Franco Vecchio del Porto di Trieste.

Il percorso espositivo si apre con una parete frontale coperta da volti e nomi che vuole significare la spersonalizzazione dell’esule giuliano dalmata nell’odissea del campo profughi, conseguente allo sradicamento dalla propria terra e dalla propria vita - usi, costumi, ritmi, parlate …- ed anche il frantumarsi ed il disperdersi di una società e della sua cultura nello spazio e nel tempo. Tutti i volti, come le gigantografie esterne, sono estrapolate da foto d’epoca di ospiti dei campi in Italia; di alcuni di essi è noto il nome, della maggioranza si è perso ogni riferiemento ed ogni memoria.

Accanto alle foto trovano posto le schede che, invece, sono riproduzioni provenienti dal fondo archivistico del C.L.N. dell’Istria, che annotava i dati personali dei nuclei famigliari e dei singoli profughi per garantire loro l’assitenza, dopo aver verificato la mancata collaborazione con gli apparati nazifascisti tra il ’43 - ’45 e titino-comunisti dopo il ’45.

Il percorso didattico, seguendo i pannelli numerati, propone un inquadramento storico generale che consente, anche grazie all’ausilio di numerose cartine geografiche e tematiche, di dotarsi dei minimi riferiemnti storico-geografici per una comprensione del fenomeno nella sua complessità.

Vengono poi esposti a titolo esemplificativo alcuni documenti legati all’esodo dalla città di Pola, anche mediante la presentazione al pubblico di inediti documenti provenienti dal fondo della Presidenza del Consiglio dei Ministri conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato in Roma.

Il grande salone che nella fase terminale della vita del campo funse da palestra della scuola, nei primi anni venne adattato a ricovero per i profughi mediante dei divisori costituiti da coperte stese su cavi d’acciaio. Simile sistemazione era stata allestita anche nella sala cinema: in una erano sistemate le donne ed i bambini fino ad una certa età, nell’altra gli uomini ed i ragazzi, con una evidente divisione dei nuclei familiari lì alloggiati.

 

Al centro del salone è situato un allestimento scenografico che vuole riproporre in scala ridotta l’impatto emotivo che provoca la visione dei 2000 metri cubi di masserizie conservate nei magazzini del porto di trieste e gestite attualmente dall'IRCI. Il mobilio è proposto al visitatore in modo da porre in risalto le scritte originali in gesso o a vernice che segnalano il proprietario del singolo collo, un numero di riferimento e la località di provenienza. Spesso sono anche visibili le etichette cartacee apposte sui colli dalle ditte che vinsero l’appalto per la gestione e la movimentazione delle masserizie dall’arrivo dei profughi ai depositi e dai depositi ai magazzini di Trieste in un secondo momento, quando tutte le masserizie non ritirate vennero accentrate nel capoluogo giuliano.

In sede espositiva è possibile visitare la ricostruzione di un modulo abitativo tipo - o box - realizzato con materiali originari anche ispirandosi alle immagini scattate nel C.R.P. di Brescia nel 1949, che sono appese alle pareti.

Sono poi esposte una serie di planimetrie e mappe provenienti dai fondi dell’Archivio di Stato di Trieste. Si tratta di documenti interessanti tra i quali si possono trovare i progetti di realizzazione delle baracche in legno con tanto di specifiche sull’eternit utilizzato, lo schema della suddivisione ‘ad alveare’ del Silos di Trieste e le planimetrie delle sistemazioni interne per i profughi negli edifici della Risiera di San Sabba.

Nel salone che fu cinema-teatro ed ebbe anche funzioni di cappella, è possibile assistere a dei filmati originali dell'epoca dell'Esodo, che testimoniano il clima di terrore e le fughe degli italiani perseguitati dal regime jugoslavo.

 

I filmati vennero girati sul posto da una troupe italiana propongono anche scene dell’arrivo e lo sbarco dei polesani a Venezia.